COMPENSAZIONE E RIMBORSI

COMPENSAZIONI

E' senz'altro più vantaggioso per il contribuente utilizzare la compensazione anziché richiedere il rimborso in caso di diritto annuale versato in eccedenza oppure non dovuto.

Ciò in quanto :

  • non ci sono costi;
  • l'utilizzo del credito è immediato;
  • consente di correggere errori, in alcuni casi limitati, sull'ente destinatario delle somme (ovvero in caso di pagamento a CCIAA incompetente).

E' necessario però contattare preventivamente la Camera di commercio per verificare la sussistenza e l'entità del credito e non correre il rischio di effettuare indebite compensazioni che sarebbero poi considerate come omessi versamenti e quindi sanzionati (fax n. 099/7783042 o e-mail all'indirizzo dirittoannuale@ta.camcom.it).

Per compensare il credito da diritto annuale si indicherà nella sezione del modello F24 "IMU E TRIBUTI LOCALI" su una riga lo stesso codice ente e codice tributo utilizzato a suo tempo per il versamento (l'unico codice che è possibile inserire nella sezione a credito è il 3850 – diritto - mentre gli altri due codici tributo e cioè il codice 3851 – interessi – e 3852 – sanzioni – non possono essere oggetto di compensazione) indicando l'importo da compensare nell'apposita colonna "Importi a credito"; il tutto in occasione del contemporaneo pagamento di altri tributi di importo uguale o superiore, dovuti nei confronti di altri Enti o dell'Erario (indicati nelle apposite sezioni) o dello stesso diritto annuale dovuto per altre annualità (esempio pagamento diritto 2017 con un credito accertato e confermato per l'anno 2016).

Codice ente / Codice comune Codice tributo Rateazione Anno di riferimento Importi a debito Importi a credito
TA
(sigla automobilistica della provincia)
3850 (non compilare) 2017 scrivere qui l'importo (non compilare)
TA
(sigla automobilistica della provincia)
3850 (non compilare) 2016 (non compilare) scrivere qui l'importo

Giusto l'art. 17 del D .Lgs. 241/1997 la compensazione del versamento eseguito in eccesso o duplicato deve essere normalmente effettuata entro un anno dal termine di scadenza del versamento (non essendoci in questo caso presentazione di dichiarazione), e comunque non oltre il termine di decadenza per la presentazione della domanda di rimborso (pari a ventiquattro mesi dalla data del pagamento) .

In particolare si fa presente che:

  • nel caso di pagamento a CCIAA errata (es. Bari invece di Taranto o viceversa), le Camere di commercio potrebbero avere già provveduto d'ufficio al trasferimento delle somme erroneamente versate: in questo caso, evidentemente, non si potrà più effettuare nessuna compensazione sul modello F24;
  • nel caso di presentazione di due modelli F24 identici a saldo zero (es. pagamento del diritto annuale con utilizzo di credito IVA), il diritto annuale è stato pagato due volte ma anche il credito erariale è stato utilizzato due volte. In genere, in questi casi, l'Agenzia delle Entrate predispone l'annullamento della delega di pagamento doppia, previa rinuncia al credito del diritto annuale, bisogna quindi verificare prima l'eventuale annullamento della delega di pagamento;
  • nei casi di modelli compilati correttamente, ma con errato accredito dipendente dall'errata trasmissione da parte dell'intermediario alla trasmissione telematica (es. errata indicazione del C.F., anno di riferimento del pagamento e codice tributo) oppure nel caso di errata compilazione del modello F24 è necessario prima di tutto eseguire una verifica con l'Ufficio competente della Camera di commercio per accertarsi di quanto realmente pervenuto all'Ente camerale; conseguentemente si potrà presentare l'istanza di rettifica del modello F24 con modello appositamente predisposto, oppure l'utente dovrà rivolgersi direttamente all'intermediario affinché lo stesso proceda con la rettifica della delega F24 già trasmessa all'Agenzia delle Entrate

Non è possibile effettuare la compensazione quando:

  • l'importo è stato pagato – al momento dell'iscrizione della sede o di una nuova unità locale – dal professionista (notaio, commercialista) con modalità diverse dal modello F24;
  • nel caso di imprese cessate, che non debbano provvedere ad effettuare più alcun versamento con modello F24;
  • quando siano passati più di due anni dalla data del versamento (in questo caso non è più possibile neanche il rimborso: riferimento art. 17 comma 3 Legge n. 488/1999).

 

RIMBORSI

La domanda di rimborso e le azioni giudiziali conseguenti devono essere presentate o proposte, da parte di chi ha erroneamente versato diritti annuali non dovuti o per importi superiori al dovuto, a pena di decadenza, entro 24 mesi dalla data del versamento (art. 17 comma 3 Legge n. 488/99, art. 10 commi 1 e 2 D.M. n. 359/2001).

La domanda di rimborso deve essere presentata all'Ufficio Diritto annuale in carta libera, sottoscritta con firma semplice, e corredata della documentazione necessaria a comprovare il credito (copia del modello F24 con timbro di quietanza o con ricevuta di addebito telematico, copia della ricevuta del Registro delle imprese in caso di versamento in cassa automatica – per le pratiche telematiche - ),copia del documento di riconoscimento in corso di validità del richiedente e di eventuali autocertificazioni (quando richieste dalla tipologia della domanda). Nel caso i cui il rimborso riguardi società cancellate dal Registro delle imprese o rimborsi ad eredi è necessario contattare sempre l'ufficio per ulteriore documentazione da produrre.

Ogni errore nella compilazione o nella presentazione degli allegati comporterà per l'Ufficio la necessità di richiedere la regolarizzazione della domanda, con ulteriore allungamento dei tempi del procedimento e – nel caso di inerzia dell'impresa – anche la possibile scadenza dei termini con conseguente rifiuto del rimborso.

Si consiglia pertanto di presentare la domanda direttamente allo sportello o nel caso di inoltro per posta o tramite P.E.C. si prega di contattare preventivamente l'Ufficio stesso per verificare tutta la documentazione occorrente..

ATTENZIONE ALLE FALSE TELEFONATE PER RIMBORSI

Sono stati segnalati all'Ufficio Diritto annuale casi di telefonate alle imprese da parte di soggetti che si qualificano come impiegati della Camera di commercio e richiedono coordinate bancarie per effettuare rimborsi di diritti pagati in eccedenza o non dovuti. Spesso tali soggetti reperiscono informazioni presso il Registro delle Imprese, che per legge è pubblico, dimostrandosi pertanto più credibili.
Si ricorda che l'unico mezzo per ottenere la restituzione di somme versate in eccesso a titolo di diritto annuale è la presentazione dell'apposita domanda di rimborso alla Camera di commercio competente.
Le coordinate bancarie vengono indicate esclusivamente sull'apposito modello da parte del legale rappresentante dell'impresa con allegata copia del documento d'identità in corso di validità.
Si consiglia pertanto di non fornire alcun dato in tal senso per telefono.
Nel caso si riceva una chiamata di questo tipo si prega di verificarne l'attendibilità contattando la Camera di commercio, anche con lo scopo di segnalazione.

 

Informazioni
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Camera di commercio – Taranto
Ufficio delle Entrate

Viale Virgilio n. 152 – 74121 TARANTO
Tel. 099 778 3150 – 099 778 3129 - Fax diretto 099 778 3042
email: dirittoannuale@ta.camcom.it
sito: www.camcomtaranto.gov.it

orari di apertura al pubblico:
dal lunedì al venerdì dalle ore 8,30 alle 11,00

Aggiornata al 26.06.2017