CCIAA di Taranto
 
  
 


RAVVEDIMENTO OPEROSO

Per tutte le violazioni compiute dopo l'entrata in vigore del D.M. n. 54/2005 (a partire dal 4.05.2005) trova applicazione il ravvedimento di cui all'art. 6 del suddetto decreto (art. 13 del Regolamento camerale) che prevede, per le violazioni non ancora contestate, la possibilità di accedere al ravvedimento operoso (già previsto dall'art. 13 del D. Lgs. n. 472/97 e s.m.i.) con le seguenti misure di sanzione ridotta:

  1. 1/8 del 30% pari al 3,75% (*) se il pagamento viene eseguito entro 30 giorni dalla scadenza del termine ordinario di versamentoc.d. ravvedimento breve ;

  2. 1/5 del 30% pari al 6% (*) se il versamento viene eseguito entro un anno dalla scadenza del termine ordinario di versamentoc.d. ravvedimento lungo.

(*) Con nota prot. n. 16919 del 06/02/2015 il Ministero dello Sviluppo Economico ha confermato la linea sin qui tenuta con precedenti note n. 62417 del 30/12/2008 e n. 172574 del 22/10/2013 in merito all'applicabilità al diritto annuale delle modifiche già in precedenza intervenute con riferimento all'art. 13 del D.Lgs. n. 472/1997 (ravvedimento operoso).Nello specifico si ricorda che la legge 23 dicembre 2014 n. 190 (Legge di Stabilità 2015) all'art. 1 lettera b) del comma 637 apporta modifiche all'art. 13 del D.Lgs. n. 472/1997 introducendo rilevanti novità in materia di ravvedimento operoso. Il Ministero, oltre a ribadire quanto già espresso dallo stesso comma 1 bis del comma 637 della suddetta Legge (con riferimento alle lettere b-bis) e b-ter) che si applicano per espressa disposizione ai soli tributi amministrati dall'Agenzia delle Entrate), prende posizione anche sulle novità introdotte con le lettere a-bis) e b-quater) chiarendo che le stesse non hanno un effetto automatico di modifica del comma 1, lettere a) e b) dell'art. 6 del D.M. n. 54/2005 "Regolamento relativo all'applicazione delle sanzioni amministrative in caso di tardivo o omesso pagamento del diritto annuale da parte delle imprese a favore delle Camere di commercio, emanato ai sensi dell'art. 5-quater, comma 2, della legge 21 febbraio 2003, n. 27".

IMPORTANTE: è bene evidenziare che nel caso di omesso versamento il termine da cui far partire il ravvedimento operoso é sempre il termine ordinario di versamento (si veda la circolare MAP n. 3587/C del 20/06/2005 e la nota circolare MISE n. 172574 del 22/10/2013 – nonché per i termini di versamento le istruzioni già riportate nei paragrafi TERMINI DI VERSAMENTO e SANZIONI). Da tale termine dovranno essere altresì quantificati gli interessi da versare – al tasso legale con maturazione giornaliera – da calcolare sino alla data del pagamento (si veda relativo foglio di calcolo).

Per l'anno 2016 il termine ordinario di versamento è stato:

  • per i soggetti REA e le imprese già iscritte al 1 gennaio dell'anno di riferimento, il 16 giugno 2016 oppure il 6/07/2016 (per quei soggetti che hanno usufruito della proroga dei termini di versamento stabilita dal DPCM 15.06.2016 per attività soggetta a studi di settore) oppure il 18/07/2016 (il 16/07/2016 cade di sabato)per le società di capitali con esercizio coincidente con l'anno solare con approvazione del bilancio con utilizzo del maggior termine statutario avvenuta nel sesto mese dalla chiusura dell'esercizio (vedi le indicazioni presenti nel paragrafo TERMINI DI VERSAMENTO) oppure dal diverso termine di scadenza nel caso di società con esercizio a cavallo d'anno;

  • nel caso di soggetti o imprese e/o unità locali e sedi secondarie di nuova iscrizione il termine ordinario é quello dei 30 giorni dalla presentazione della domanda di iscrizione e/o di annotazione, e di conseguenza il termine per il ravvedimento breve o lungo è di 30+30 o 30+365 gg dalla data di presentazione della domanda di iscrizione o di annotazione.

ATTENZIONE:

Solo nel caso si debba procedere alla regolarizzazione con il ravvedimento operoso di un versamento già eseguito parzialmente entro il termine di versamento "lungo" ovvero con l'aggiunta dell'interesse corrispettivo (c.d. termine lungo) é possibile spostare il termine per il ravvedimento alla scadenza del suddetto termine aggiungendo al diritto ancora da versare lo 0,40% di interesse corrispettivo.

Si procederà pertanto alla seguente modalità di calcolo:

Diritto da ravvedere: si aggiunge al diritto complessivamente dovuto lo 0,40% di interesse corrispettivo sottraendo da tale importo il diritto già versato parzialmente nel termine lungo, sulla differenza si calcola il ravvedimento;

Interessi: gli interessi in questo caso si calcolano a partire dal termine lungo di scadenza fino alla data del pagamento, al tasso legale di interesse con maturazione giornaliera

Sanzione: 3,75% ravvedimento breve, 6% ravvedimento lungo (il termine da cui far partire il ravvedimento operoso solo in questo caso slitta alla scadenza del termine "lungo" in virtù della scelta, già operata con il primo parziale versamento di utilizzare il suddetto termine di versamento).

E' sempre bene comunque contattare preventivamente l'Ufficio delle Entrate della Camera di commercio comunicando i dati dell'impresa che intende effettuare il ravvedimento per verificare l'importo da versare, e quindi conteggiare correttamente il ravvedimento.

IL SITO NAZIONALE DI CALCOLO E PAGAMENTO DEL DIRITTO ANNUALE 2017 PREVEDE ANCHE LA POSSIBILITA' DI PAGARE CON RAVVEDIMENTO OPEROSO IL DIRITTO ANNUALE 2016 - SEMPRE CHE SI SIA ANCORA ENTRO IL TERMINE DI UN ANNO DAL TERMINE ORDINARIO DI VERSAMENTO.

Diversamente si mette a disposizione un foglio di calcolo (da utilizzare per velocizzare il calcolo degli importi dovuti (per le modalità di compilazione del modello F24 si rinvia al paragrafo successivo).

Due sono le condizioni da soddisfare per poter effettuare il ravvedimento:

  1. al contribuente non deve essere stata già stata contestata da parte della Camera la violazione relativa all'annualità che si intende ravvedere con una delle modalità previste dal regolamento in materia;

  2. il pagamento della sanzione ridotta (nelle percentuali del 3,75% o del 6%) e degli interessi moratori (calcolati al tasso legale di interesse con maturazione giornaliera) deve essere eseguito, con gli appositi codici tributo, contestualmente al versamento del tributo dovuto e non versato (o versato in misura inferiore). Per "versamento contestuale" si intende che il pagamento di tutti gli importi dovuti ( per tributo, interessi e sanzioni) venga effettuato comunque entro il termine per il ravvedimento lungo. Tale direttiva è stata impartita dal MISE con nota circolare n. 172574 del 22/10/2013 modificando le precedenti istruzioni date alle Camere di commercio con la Circolare MAP n. 3587/C del 20.06.2005 (che intendeva per "contestuale" il significato letterale del termine).

Si precisa che per data di scadenza deve essere sempre indicata l'esatta data di scadenza del versamento (termine ordinario di versamento nel caso di versamento totalmente omesso o parzialmente omesso entro il termine ordinario di pagamento - termine lungo nel solo caso di versamento parziale già eseguito nel termine di versamento con lo 0,40% di interesse corrispettivo).

Si declina ogni responsabilità circa l'indicazione di importi e termini di scadenza non corretti.

 


COME SI VERSA

Per il versamento del diritto con il ravvedimento operoso, si utilizza esclusivamente il modello F24, indicando nella sezione IMU e TRIBUTI LOCALI:

  • codice ente la sigla della provincia a cui è dovuto il versamento (es. “TA” per Taranto);

  • codice tributo i seguenti codici :

    1. 3850” l’importo del diritto annuale dovuto e non versato;

    2. 3851” gli interessi moratori al tasso legale di interesse (vedi prospetto degli interessi legali *) con maturazione dal giorno di scadenza del termine di versamento al giorno in cui viene eseguito il versamento, commisurati al diritto non versato o versato in ritardo secondo la formula della capitalizzazione semplice (ammontare tributo x tasso legale annuo x n. giorni)/365;

    3. 3852” la sanzione pari al 3,75% (Ravvedimento breve) o al 6%, (Ravvedimento lungo) dell'importo del diritto annuale dovuto (importo indicato al cod. 3850).

    IMPORTANTE: non è ammesso utilizzare i codici 3851 e 3852 in compensazione giusta espressa indicazione inserita nella risoluzione dell'Agenzia delle Entrate n. 115/E del 23.05.2003 (che ha istituito i suddetti codici);

  • anno di riferimento per tutti e tre i codici tributo l'anno da indicare è l'anno di imposta cui si riferisce la violazione (per esempio omesso versamento 2016 anno riferimento 2016 per tutti e tre i codici) e non l'anno in cui si procede alla regolarizzazione.

(*) PROSPETTO INTERESSI LEGALI (art. 1284 codice civile e successive modificazioni)

dal al Interesse legale disposizione normativa
21.04.1942 15.12.1990 5%  
16.12.1990 31.12.1996 10% Legge 26 novembre 1990, n. 353
01.01.1997 31.12.1998 5% Legge 23 dicembre 1996, n. 662
01.01.1999 31.12.2000 2,5% D.M. 10 dicembre 1998
01.01.2001 31.12.2001 3,5% D.M. 11 dicembre 2000
01.01.2002 31.12.2003 3% D.M. 11 dicembre 2001
01.01.2004 31.12.2007 2,5% D.M. 1 dicembre 2003
01.01.2008 31.12.2009 3,0% D.M. 12 dicembre 2007
01.01.2010 31.12.2010 1,0% D.M. 4 dicembre 2009
01.01.2011 31.12.2011 1,5% D.M. 7 dicembre 2010
01.01.2012 31.12.2013 2,5% D.M. 12 dicembre 2011
01.01.2014 31.12.2014 1,0% D.M. 12 dicembre 2013
01.01.2015  31.12.2015 0,50% D.M. 11 dicembre 2014
01.01.2016  31.12.2016 0,20% D.M. 11 dicembre 2015
01.01.2017   0,10% D.M. 7 dicembre 2016

 

Informazioni
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Camera di commercio – Taranto
Ufficio delle Entrate

Viale Virgilio n. 152 – 74121 TARANTO
Tel. 099 778 3150 – 099 778 3129 - Fax diretto 099 778 3042
email: dirittoannuale@ta.camcom.it
sito: www.camcomtaranto.gov.it

orari di apertura al pubblico:
dal lunedì al venerdì dalle ore 8,30 alle 11,00

Aggiornata al 26.06.2017  

 

 

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