I Consorzi
di Garanzia Fidi assolvono, attualmente, ad una funzione di grande importanza
per le imprese locali, soprattutto per quelle che non hanno sufficienti garanzie
per l’ottenimento di finanziamenti da parte delle banche. Profondi conoscitori
del tessuto imprenditoriale locale, i Confidi si pongono quali interfaccia tra
banche ed imprese. Gli imprenditori che vi fanno riferimento rappresentano una
quota considerevole del tessuto imprenditoriale.
L’Interfidi Taranto, Consorzio di Garanzia Collettiva Fidi di II livello
(si veda il box alla fine della pagina), è l’unico consorzio di
questo tipo, operante in Italia, promosso da un Ente camerale, con lo scopo
di favorire le PMI nell'accesso al credito bancario convenzionato e di fornire
assistenza nelle problematiche finanziarie.
Il Consorzio, basato sui principi di mutualità e solidarietà,
non persegue fini di lucro ed è costituito per assistere le PMI operanti
nella Provincia di Taranto nelle operazioni di accesso al credito rilasciando
apposite garanzie collettive. Attualmente l’operatività consiste
in un deliberato ad oggi di 22,3 milioni di Euro, che non evidenziando una sola
perdita, rappresenta un’importante garanzia per l’imprenditoria
locale e per il sistema bancario.
L'attività istituzionale del Consorzio si espleta nell'approntare un
fondo rischi consortile, a valenza collettiva, al fine di offrire agli Istituti
di Credito convenzionati (Banca Popolare di Puglia e Basilicata, Banca Popolare
Pugliese, UniCredit Banca, Antonveneta, ABN AMRO, BCC di San Marzano di San
Giuseppe) idonee garanzie aggiuntive, così da facilitare le imprese nell'accesso
ai Fidi e ai finanziamenti a tassi sicuramente agevolati destinati all'esercizio
ed allo sviluppo dell'attività imprenditoriale.
Va sottolineato che le convenzioni stipulate con gli Istituti di credito prevedono
che i finanziamenti, per i quali il Consorzio delibera la garanzia, siano incrementali
rispetto alle ordinarie linee di fido già sussistenti.
La costituzione del fondo di garanzia permette all’impresa richiedente
di poter accedere all’apertura di una linea di credito senza la presentazione
di alcuna garanzia preliminare. Il Fondo si fa, infatti, garante presso la banca
erogante del 50% del credito concesso restando a carico dell’istituto
di credito il rischio del 50% residuo. Le forme tecniche dei finanziamenti sono:
mutuo chirografario, anticipazione fattura e mutuo ipotecario. Il tasso debitore
mediamente è pari all’Euribor a 6 mesi maggiorato dell’1%.
A livello macro-economico l’attività del Consorzio di garanzia
collettiva permette alle piccole e medie imprese di affrontare con più
serenità i grandi cambiamenti in atto nel sistema bancario nazionale
ed europeo, dove assistiamo contemporaneamente a processi di concentrazione
ed alla nascita di nuovi modelli di gestione del rischio del credito, in base
all'Accordo di Basilea.
Da un lato, infatti, l'integrazione delle banche locali nei grandi gruppi sta
determinando un "raffreddamento" dei rapporti tra banche ed imprese
(un maggiore interscambio tra banca ed impresa contribuisce a sopperire alle
carenze oggettive delle PMI), mentre il nuovo sistema di calcolo del capitale
proprio richiesto alle banche dall'Accordo di Basilea costringerà tutti
gli Istituti ad adottare modelli di valutazione oggettiva del rischio basati
su un rating attribuito ad ogni impresa. A livello pratico le banche, dovendo
dotarsi di maggiori capitali per far fronte agli alti rischi di insolvenza delle
imprese più “deboli”, si troveranno costrette ad applicare
a queste tassi più alti, innescando un meccanismo negativo che rischia
di marginalizzare le imprese con una struttura finanziaria più incerta.
In quest'ottica l’Interfidi può facilitare l'incontro tra Istituti
finanziari e mondo imprenditoriale, permettendo di superare la diffidenza degli
investitori istituzionali verso imprese di piccole dimensioni e scarsamente
strutturate, ma con grandi idee e forti prospettive di sviluppo.